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Archive for the ‘Diario’ Category

La SPX rimanda incontro con rappresentanza lavoratori

settembre 30, 2009 2 commenti

L’azienda ha annunciato oggi in modo informale che per l’incontro previsto domani mattina (Giovedì 1/10/2009) “non ha nulla da dire” e quindi che l’incontro è rimandato al 14 ottobre.

L’incontro in questione era stato programmato per discutere del piano industriale alternativo presentato dai rappresentanti dei lavoratori, che la dirigenza ha assicurato sarebbe stato accuratamente esaminato.
Lo sviluppo dell’agitazione in risposta a questo atto unilaterale della dirigenza sarà deciso nell’assemblea convocata per domani alle ore 14 presso la rocca di Sala Baganza.

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ACCOMPAGNACI NELLA LOTTA

settembre 26, 2009 6 commenti

A tutti noi è successo di conoscere qualcuno che stesse subendo -soprattutto in questo ultimo anno- una situazione di lavoro critica o precaria: amici con contratti a termine, o in cassa integrazione o ancor peggio disoccupati.

Il motivo per cui è nato questo Blog, oltre che per dare nota dell’attuale situazione di noi lavoratori SPX, è stato quello di voler CONDIVIDERE con tutti voi gli stati d’animo, le impressioni e i dubbi legati all’attuale situazione in cui verte l’occupazione. Sia essa a Sala Baganza, in Emilia Romagna, in Italia o nel mondo.

Il disagio è forte ma la forza per combattere viene spesso a mancare perchè manca l’unione delle persone… un singolo ramoscello si spezza ma un fascio di ramoscelli non si piega.

Quindi lasciate i vostri pensieri, condividete la vostra situazione, esprimente la vostra solidarietà, o esprimete semplicemente il vostro pensiero.

Accompagnateci in questa lotta.

Veniteci a trovare Domenica 4 ottobre presso il campo sportivo di Sala Baganza alla festa solidale a sostegno dei lavoratori SPX in sciopero…e PRENOTATE alla nostra mail!

Tortellinsieme

Tortellinsieme

D+7, Lunedì 21 settembre: Diario

settembre 21, 2009 4 commenti

Mattinata

Ore 8:00 assemblea. In realtà bisognerebbe esser lì alle 7:30 ma porca l’oca, vi sembrerà strano, ma sono talmente tarato sull’orario di lavoro che arrivo sul filo di lana alle 8:00:59 come se dovessi timbrare l’ingresso. Lo sciopero non ha neanche il vantaggio di poter andare e venire quando ti gira, se lo fai seriamente… Comunque, dopo la doverosa ovazione al fornaio che ci porta pane+focaccia+pizza per l’ennesima volta, in assemblea si parla della lettera di presunta apertura della ditta al confronto. Emerge una volta ancora che ci sono un paio di punti messi ad arte per fregarci: in estrema sintesi la ditta sospenderebbe a tempo indeterminato la procedura di mobilità restando disponibile a discutere però solo di questa procedura. Ora, se la procedura restasse sospesa non avrebbe senso discuterne (e ne saremmo ben felici), se la procedura riprendesse noi non vorremmo certo discuterla/modificarla/limarla/rifinirla/ricopiarla in bella… VORREMMO CANCELLARLA DALLA FACCIA DELLA TERRAAAAAA!!!!!!!! Spero sia chiaro che il nostro punto di vista è che questo piano industriale “non s’ha da fare, né ora, né mai”. In pratica in questa lettera scritta in stile azzeccagarbugli non ci casca nessuno ed è solo la mancanza di una stampante a portata di mano che ci impedisce di stamparla e di farne un uso improprio che vi lascio immaginare…

L’assemblea è comunque interlocutoria, si ribadisce il fatto che dobbiamo essere uniti, che dobbiamo reggere un minuto in più della Corporation, che la vertenza sarà lunga, che i distributori hanno un diavolo per capello perché sono stati tenuti all’oscuro di tutto, che persone che non hanno partecipato allo sciopero non sono gradite a meno che non spieghino il loro punto di vista, che lo sciopero delegato è una buona strategia per proseguire la protesta etc etc etc.

Nel frattempo piove che Dio la manda… o meglio, forse il Padreterno è estraneo alla vicenda visto che le previsioni mettevano bello… che sia stata la Corporation a far piovere bombardando le nuvole? Rifletto e ricordo che i Cinesi l’hanno fatto per far scaricare le nuvole prima della cerimonia di apertura delle Olimpiadi usando lo ioduro di argento. Argento? Mmhh troppo caro per SPX, avranno usato forse ioduro di stronzio che secondo me fanno meno fatica a reperirlo. Però l’effetto è quello di una pioggia monsonica e rovina almeno in parte il comizio della FIOM relativo alla presentazione della piattaforma per il contratto nazionale. Riesco a carpire poco più di una frase da un oratore extracomunitario che ci illumina con un detto africano “se il mio vicino sta male io non posso dormire la notte”. Forse è proprio questa frase il simbolo della nostra solidarietà tra reparti.

Si trattengono due iscritti a Rifondazione Comunista che ascoltano attentamente le nostre ragioni, fanno domande, prendono appunti e chiedono cosa vorremmo noi dal loro partito per supportarci. Siamo un po’ dei fiumi in piena e riempiono pagine e pagine di nostre indicazioni.

 

Pomeriggio

Una nostra delegazione va alla sede della CGIL per indire una conferenza stampa. Nell’attesa di sapere com’è andata al presidio non succede un’emerita cippa di niente. Nada!

Appena ritorna la delegazione apprendiamo che la conferenza stampa è andata via liscia, che erano presenti giornalisti di Polis, Informazione, Gazzetta di Parma, Parma.Repubblica (se non ho capito male).

Da lì in avanti continua a non succedere ancora un’emerita cippa e alle 17 sto per andare a casa visto che ho due o tre stupidaggini da scrivere nel blog (una è quella che state leggendo) quando accade un colpo di teatro… Arriva una mail su un Blackberry in cui l’Amministratore Delegato di SPX Italia sostiene che le parti criticate della loro lettera di apertura sono state oggetto di un nostro fraintendimento (ipse dixit). Ribadisce che la ditta è disponibile a una sospensione a tempo indeterminato della procedura di mobilità al fine di intraprendere un dialogo franco e aperto sul futuro di SPX Italia e sul piano industriale.

Prima reazione: ma una NOTIZIA BOMBA del genere ce la mandano alle cinque di sera quando non riusciamo materialmente a contattare tutti per discuterla? Convochiamo quindi l’assemblea alle 7:30 di domani al presidio e intendiamo discutere della sospensione di parte delle nostre iniziative di lotta da dare giustamente in cambio alla sospensione dell’azienda.

Mando un fantastiliardo di SMS per avvisare gli assenti e torno a casa tirando un micro-sospiro di sollievo. E un po’ ci spero che si risolva tutto…

Sera

Dopo quattro giorni di attuazione della delocalizzazione dell’armadio in cucina (preannunciata nel post D+3) sono ormai pronto a fare un primo bilancio. Tanto per cominciare sono brillantemente riuscito, senza falsa modestia, a cogliere un altro aspetto del piano industriale: l’armadio in cucina, per essere profittevole dovrà essere centralizzato. Pertanto ho iniziato ad accorpare in cucina sia il contenuto del mio armadio che quello di mia mamma. Un po’ la compatisco perché in quanto persona poco propensa alla modernità non ha subito colto la genialità del piano e i vantaggi che ne potrà trarre, opponendo incomprensibili obiezioni. Ho brillantemente dissipato ogni suo dubbio in un colloquio che ho voluto chiamare “communication time” per darmi un certo tono, dicendole in estrema sintesi che non capisce un cazzo , che ormai ho deciso, che ho valutato tutte le possibili combinazioni mobilio-stanze e che deve smetterla di essere legata a un modello di stoccaggio del vestiario orientato al passato e “poco globale”. Ovviamente intanto che c’ero mi sono bullato di aver fatto l’università e aver conseguito la laurea. Ho considerato la sua prima replica “se eri così bravo non ti mantenevo  sette anni invece dei cinque canonici” un inaccettabile attacco alla mia persona e il suo secondo commento “veh, nànò che non ci vuol mica un cavallo per parlare d’ippica” una conferma della sua mentalità antiquata come suggerisce l’uso dell’idioma dialettale e il riferimento ad un mezzo di locomozione così vetusto come il cavallo. E ho proseguito tronfio per la mia strada.

Siccome non c’era tempo da perdere ho smontato e rimontato l’armadio in cucina, certo adesso è diventata un po’ strettina e può mangiare o cucinare una sola persona alla volta però di contro ho molto più spazio in camera mia, a disposizione per soluzioni di arredamento che ora non mi vengono in mente. Visto che è diventata molto più grande delle mie esigenze potrei addirittura affittarla e dormire sul divano in sala in modo da tirar su qualche soldino, ma questo è da valutarsi. Nel frattempo che pensavo queste cose rimettevo i miei vestiti nell’armadio in cucina, a dire il vero visto che avevo già costretto mia mamma a trasferire i suoi li ho dovuti pressare a forza e si sono un po’ spiegazzati ma credo sia un prezzo accettabile da pagare. A tarda notte avevo già finito ed ero pronto per sperimentare gli innumerevoli vantaggi la mattina dopo.

Al risveglio, accorgendomi di essere come al solito in ritardo, mi sono catapultato fuori dal letto verso la cucina per vestirmi. Nella foga ho purtroppo urtato violentemente un mobiletto col mignolino del piede sinistro fratturandomelo e facendo cadere ed andare in mille pezzi il vaso Ming che vi era appoggiato sopra. E’ sicuramente colpa del fatto che non avevo ancora messo le lenti a contatto e, non vedendo una mazza, sono incorso in questo increscioso episodio. Devo ricordarmi di perfezionare il piano redigendo una procedura di qualità per la vestizione mattutina che preveda che io prima vada in bagno a mettermi le lenti a contatto e solo dopo vada in cucina a vestirmi. Siccome voglio evitare di correre come un pazzo seminudo per casa dovrò anche anticipare la sveglia di un quarto d’ora. Giunto in cucina non riesco ad entrare perché mia mamma è già sveglia da un pezzo e, dopo essersi vestita ed aver fatto colazione, sta preparando un frittatone di cipolle. La faccio uscire in fretta e furia perché in due non ci si sta ormai più ed entro io per vestirmi. Devo ricordarmi anche di inserire nella procedura di vestizione degli orari rigidissimi in modo che le esigenze di vestizione e di cucina non collidano tra loro. Mi vesto afferrando la prima cosa che capita che, malauguratamente è tutta spiegazzata visto che è stata compressa a forza nell’armadio. Per la cronaca mi sembra anche più stretta del solito, sarà sicuramente colpa di quell’inetta di mia mamma che avrà sbagliato un lavaggio. Evito di dirgliene quattro perché sono in ritardo, anche perché nel frattempo ho dimenticato di spegnere il fornello, si è bruciata la frittata di cipolle e alcuni vestiti hanno preso fuoco scatenando un principio d’incendio fortunatamente domato. Il risultato è che oltre a puzzare di cipolle adesso puzzo anche di fumo. Prendo un appunto sugli ingredienti culinari da evitare da ora in avanti sottolineando due volte la cipolla e diciassette volte l’aglio (e che non si dica che non sono previdente!). Esco spiegazzato e maleodorante e mentre sto per giungere a destinazione mi accorgo di essermi messo una camicetta di mia mamma. Evidentemente bisogna migliorare la suddivisione dei vestiti e ne prendo nota. Sono dunque costretto ad invertire il senso di marcia e a tornare a casa. Pesto un po’ sull’acceleratore per recuperare il tempo perduto quando mi squilla il telefonino. E’ Don Nazareno, il Parroco. Rispondo infischiandomene del codice della strada e apprendo che evidentemente anche mia mamma è incappata in un errore analogo. E’ infatti andata in Parrocchia con una delle mie magliette, una un po’ moderna… di quelle coi crocefissi ribaltati e le scritte metal-splatter-genocidioidi. Don Nazareno chiede il mio consenso per sottoporre ad esorcismo mia mamma in quanto chiaramente posseduta dal demonio visto anche l’odore di cipolla e simil-zolfo che emana pure lei. Ritenendo più probabile che le mie disavventure siano colpa del malocchio (dev’essere stato quello del piano di sopra) piuttosto che di qualche falla nel mio piano do’ il consenso senza esitare. Riattacco e in quel momento si accende un lampeggiante blu dietro di me. La Polizia mi fa accostare, mi contesta un eccesso di velocità e una guida con telefono cellulare in mano togliendomi 15 punti dalla patente. Quando scendo notano anche che indosso una camicetta da donna. Uno dei due si insospettisce, esegue un ulteriore controllo e, notando una lieve somiglianza con un noto transessuale, mi porta in questura per accertamenti. Per farmi confessare qualcosa che non ho ben capito mi danno un sacco di mazzate. Poi miracolosamente mi lasciano andare a casa con una busta con su scritto “FINOCCHIO” (uhm mi ricorda qualcosa). Torno a casa un po’ pesto, spero che mia mamma mi prepari qualche impacco ma non la trovo. C’è solo un bigliettino che dice che d’ora in avanti farà sciopero delle attività culinarie, delle pulizie e della stiratura. Impreco ad alta voce, possibile che certa gente si ostini così tanto a non abbracciare la modernità? Ci devono essere comunque sotto i sindacati delle casalinghe che la fomentano, è l’unica spiegazione logica (anche perché non posso più ritenere plausibile la spiegazione della possessione demoniaca visto che l’esorcismo è stato effettuato).

Traggo un primo bilancio: dopo un giorno, tralasciando la faticaccia per spostare armadio e vestiario in cucina, mi sono fratturato un mignolo, ho frantumato un vaso cinese di inestimabile valore, ho bruciato alcuni capi di vestiario oltre alla frittata di cipolle, sono uscito spiegazzato e maleodorante con una camicetta da donna, ho fatto esorcizzare mia mamma (questo è indubbiamente un highlight di cui andar fiero), ho perso 15 punti della patente, preso due multe per un totale di 513€, sono stato scambiato per un transessuale e pestato come una zampogna dai poliziotti e mia mamma se ne è andata di casa. I successivi tre giorni li ho passati a cucinare, lavare e stirare con risultati modesti perché mia mamma non mi aveva ancora passato il suo know how. A dirla tutta i miei tentativi culinari mi hanno costretto a una lavanda gastrica e mentre stiravo ho incenerito il completo di Armani che volevo indossare. Per rientrare un po’ delle spese sostenute (leggerissimamente superiori a quanto previsto) sono stato effettivamente costretto ad affittare camera mia a tale Natascha, persona squisita, moderna, che giustamente in camera necessita solo del letto e non dell’armadio. Certo, avessi saputo che cambiava fidanzato ogni ora ci avrei pensato su due volte ma ormai il contratto è firmato e io dormo come previsto sul divano in sala. Detto questo continuo ad essere fiducioso perché ho previsto che il mio piano andrà a regime solo dopo tre anni… certo, se avessi lasciato l’armadio in camera mi sarei potuto vestire senza problemi fin da subito ma non si può più guardare a un modello di stoccaggio del vestiario che appartiene al passato! …o forse sì?!?

Categorie:Diario

D+6 Domenica 20 settembre: Cittadini di Sala totalmente solidali

Domenica 20

Mattinata

Questa mattina i lavoratori di SPX in Presidio hanno partecipato alla Messa di Don Ettore alla Chiesa di Sala, dove hanno incontrato i cittadini per ringraziarli della grande solidarietà dimostrata in questa settimana di lotta.

Tutta le persone presenti si sono strette a noi col cuore in mano, chiedendo con quali mezzi possano essere d’aiuto alla nostra lotta. Don Ettore vorrebbe sostenere le famiglie più in difficoltà con i fondi della parrocchia e nei prossimi giorni potremo contattarlo per coordinare l’offerta, di cui siamo molto grati.

Pomeriggio

Oggi pomeriggio abbiamo ricevuto la visita del Sindaco di Sala che ha chiacchierato con noi e ha voluto conoscerci uno ad uno.

Insieme a lei è venuta una delegata del Circolo PD di Sala che ha portato una meravigliosa donazione, raccolta ieri tra gli iscritti al partito. L’obiettivo del PD, ci ha detto la delegata, è di non perdere contatto con le realtà territoriali: in questi giorni in cui si sta svolgendo il Congresso del PD infatti, le discussioni dei Circoli non devono e non possono rimanere sul piano politico ma è necessario che si integrino con la realtà delle persone.

E noi per questo li ringraziamo!

Categorie:Diario

D+3, giovedì 17 settembre: Diario

Mattinata

A differenza di ieri il tempo sembra reggere. Stavolta è importante perché è il giorno del concerto solidale. E’ il quarto giorno di sciopero ad oltranza con presidio permanente in una ditta in cui fino all’anno scorso si faceva fatica a scioperare per quattro ore. Non male, intanto abbiamo già resistito più degli Spartani alle Termopili…

Ci si guarda in faccia spesso e volentieri, c’è compiacimento nel vedere volti di colleghi che non farebbero parte dei tagli ma senza incertezze aderiscono allo sciopero, c’è ammirazione nel vedere altri che pur avendo famiglia spendono al presidio ben più delle canoniche otto ore giornaliere. Guardandoci in faccia l’uno con l’altro ci facciamo coraggio a vicenda. E continuiamo. Anche se ieri è arrivata la sentenza di morte per 45 di noi non è montata tanto la rassegnazione, quanto la rabbia e l’incredulità per come vengono trattate persone che hanno dato anche vent’anni della propria vita professionale al servizio dell’azienda. Sono state definite “esuberi” e secondo la contorta logica dell’azienda vanno messi da parte, abbattuti come i cinghiali quando crescono troppo in numero e mettono a rischio le coltivazioni. Solo che (piccolo particolare) nessuno di noi ha fatto danni, anzi ha contribuito al profitto dell’azienda. Bel ringraziamento.

Qualche gruppetto prova a riflettere ulteriormente sul piano di ristrutturazione presentato dalla Corporation. Ci si domanda quanto disterà il magazzino avente sede ad Hainburg dallo stabilimento produttivo di Pollenfeld. Risposta: circa 300 km. Prevedo traffico pesante su quella strada. Qui a Sala Baganza produzione e magazzino erano separate da una porta e c’era un discreto viavai di gente… che forzatamente dovrà prendere un furgone, più probabilmente un camion per fare la stessa semplice operazione una volta reso esecutivo il piano… che l’obiettivo dei manager SPX sia far fallire il protocollo di Kyoto aumentando le emissioni di anidride carbonica grazie ai suoi camion? Di sicuro l’obiettivo non è quello di tagliare i costi dei trasporti. Però una logica che mi sfugge ci sarà: ho deciso, provo a scoprire qual’è replicandola nel mio piccolo! Da domani scimmiotto il piano SPX e sposto l’armadio dalla mia camera da letto alla cucina. In pratica prima di andare a dormire e appena svegliato vado a scegliere cosa mettermi tre stanze più in là, passo davanti a camera di mia mamma in mutande (quando va bene), passo in sala, cerco di non urtare mobili coi piedi nudi (dolorosissimo!) e arrivo in cucina a scegliere cosa mettermi. A breve vi farò sapere com’è andata.

Comunque questa riorganizzazione mi ricorda qualcosa, devo averlo già visto da qualche parte… mmhh… sì ci sono! In un geniale racconto di Bulgakov, “Cuore di Cane” in cui il professor Filipp Filippovic Preobrazenskij è in perenne conflitto con il Comitato degli Inquilini Proletari, sempre sul punto di toglierli l’uso di qualche stanza della sua grande casa (siamo durante la crisi degli alloggi, quando i proprietari degli appartamenti più grandi venivano costretti con la forza a cederne parte ai cittadini senza dimora).

Pomeriggio

C’è un po’ di tensione tra di noi: iniziano a circolare voci di pressioni della dirigenza sui singoli lavoratori e su interi reparti per farli desistere dallo sciopero. Si teme che qualcuno abbandoni la lotta.  Alcune sono più che semplici voci, altre sono solo equivoci. In realtà siamo semplicemente stupiti di noi stessi, della nostra totale adesione e partecipazione alla causa e ci iniziamo a domandare per quanto tempo ancora riusciremo a tenere duro. Finora siamo stati monolitici, anche se questo sciopero ci costa veramente tanto, però lottare per la propria dignità ed il proprio posto di lavoro non ha prezzo!

Concerto solidale

Sera

E venne l’ora dell’atteso concerto, annunciato da qualche giorno via passaparola e volantinaggio a tappeto. Gli strumenti sono quasi incastrati l’uno sull’altro visto che lo spazio disponibile è ridottissimo. Prima del concerto parla una delegazione del PD, formata dall’Onorevole Motta, dalla Senatrice Soliani e dal Sindaco di Sala Baganza Merusi. Ci fanno sentire il loro sostegno, solidarizzano con la nostra causa, esprimono forti perplessità sul cosidetto piano industriale della Corporation, insistono che il potenziale umano di SPX-Italia (Tecnotest) non va lasciato disperdere e promettono. Promettono di affidarsi allo strumento democratico che si può usare in questi casi, ovvero un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti. Ripensiamo a quello che ci hanno appena detto perché ci sembra un traguardo inimmaginabile fino a qualche settimana fa, quando tra di noi andava per la maggiore la convinzione che la multinazionale non si sarebbe fermata davanti a nulla e che comunque noi non avremmo avuto il potere di far cambiare il finale che la Corporation aveva già scritto. Adesso non c’è più fatalismo, oltre alla voglia di difendere la propria dignità da un’ingiustizia, si è forse accesa anche la fiammella della speranza… che ci fa gustare ancora di più il concerto.

Partono i Waldo Jeffers’ Quartet dell’amico Giacomo corso immediatamente a darci solidarietà alla causa. Coi loro testi intriganti e mai banali scaldano subito i presenti (circa 250) . Presenti che possono gustare saporite salsicce grigliate, panini con salame e innaffiare il tutto con vino e birra. Un’offerta per tutto questo ben di Dio non la fa mancare nessuno.

Continuano la serata due ragazzi che fanno rap freestyle. Incredibili! Con il solo microfono uno dei due riesce a ritmare suoni inimmaginabili… mentre l’altro inventa al momento rime su rime componendo dei rap su argomenti scelti dal pubblico, tipo la guerra, i manager (non ne escono bene, credetemi) e le escort, quest’ultimo un argomento che non si sa se viene richiesto a titolo personale o in riferimento alle attività ricreative del Presidente del Consiglio. Chissà… comunque gli amici rappettari se la cavano alla stragrande.

Dulcis in fundo suona la Santa Caos, gruppo che per ovvie ragioni conosciamo più che bene… come al solito suonano alla grande e stavolta c’è anche un risvolto comico. Il frontman chiede al pubblico di applaudire particolarmente il batterista che suona regolarmente nonostante sia dolorante per un taglio sotto un braccio. Battuta scontata dal pubblico “Cavolo hanno tagliato pure lui!” Risate generali, e si esorcizzano un pochino di più i 45 tagli pianificati dalla Corporation.

Dopo la Santa Caos ci pensa il DJ a tener alto l’entusiasmo fino a tarda notte. Si balla, si beve, si fa un po’ gli stupidi e tutto ciò ci fa sentire proprio bene… ma non completamente… manca ancora qualcosa (oltre ovviamente al ritiro del piano industriale…) ovvero una bel pentolone di pasta alle due di notte. Io ho già dato, sono stanco morto ma felice, con un bel sorriso ebete sulla faccia me ne vado a letto… lascio i colleghi a rovistare nella pentola e quelli che dormiranno in roulotte al presidio a prepararsi per la notte.

Vado a letto sapendo che c’è tanta voglia di lottare… e dormo tranquillo perché il presidio resiste.

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Categorie:Diario