Diario

D+34, Mercoledì 14 Ottobre: Diario

Mattina
The Judgement Day. I più affezionati lettori avranno già capito che sto parlando del giorno dell’incontro tra i vertici aziendali e i rappresentanti dei lavoratori. L’incontro si è tenuto in mattinata all’UPI ed è stato assolutamente indimenticabile, purtroppo anche per come si è concluso. Tanto per cominciare molto significativa la presenza nelle fila dei rappresentanti aziendali dell’ormai ex AD, già dimessosi e quindi ormai elemento puramente folkloristico, cui porgiamo comunque i nostri più sinceri auguri per il suo futuro professionale (no ironia, davvero). Ma decisamente più degna di nota la new entry di un fantomatico “dirigente” straniero, biondiccio, capelli corti a spazzola, altezza più da italiano che da anglosassone, presumibilmente giunto armato (!) al tavolo delle trattative. Devo trarne spunto per quando andrò a chiedere il mio prossimo aumento di stipendio… Comunque pare che per la Corporation sia stato preferibile avere al tavolo delle trattative un personaggio armato piuttosto che qualcuno con almeno una conoscenza scolastica dell’italiano e una vaga idea dell’azienda del cui futuro si stava discutendo. Si, perché, con tutto il rispetto, questo soggetto sembrava leggerissimamente un pesce fuor d’acqua. In definitiva accettiamo con serenità la scelta aziendale di coinvolgere qualcuno solo perché tiene la pistola in mano (no doppi sensi, per cortesia) e constatiamo che questa scelta ha portato frutti innegabili alla delegazione della Corporation. In effetti ci sono voci incontrollate di membri della squadra aziendale talmente rasserenati dalla presenza del pistolero, da permettersi di riempire alcune pagine di appunti con disegnini di palombari, pesci e mammiferi marini di varie specie (!). Dopo questi esercizi artistici (di cui si sta trattando per l’esposizione all’Ermitage) altri componenti la delegazione sembrerebbero (condizionale assolutamente d’obbligo) esser passati ad esercizi di fantasia di incommensurabile ardore: non certo immaginare di vincere al SuperEnalotto, neanche immaginare la Puteolana che trionfa in Champions League, bensì addirittura sostenere che i lavoratori non hanno voluto discutere del piano di ristrutturazione aziendale. In pratica hanno sostenuto che noi non avremmo voluto discutere  del piano che in realtà abbiamo ripetutamente chiesto e che non ci è stato MAI presentato. Mai, never, jamais, никогда, أبدا, 从来没有, e purtroppo ho finito le lingue in cui ribadirlo. L’unica cosa che abbiamo in mano è la lettera in cui l’azienda comunica quali sono le 45 figure professionali che desidererebbe mandare a casa (ma anche sotto un ponte eventualmente…) e per le quali ha aperto la procedura di mobilità. L’RSU ha sollecitato proprio di recente l’azienda a presentare un piano industriale in qualunque lingua, scritto su qualunque carta, invitandola a consegnarcelo lo stesso giorno in cui noi stessi abbiamo consegnato la nostra proposta. Non è arrivato ovviamente nulla, nonostante i nostri accorati appelli su “Chi l’ha visto?“, nonostante l’interessamento del SISMI e la cooperazione di sensitivi di fama internzaionale. I maligni penseranno che il piano di ristrutturazione aziendale è in realtà un semplice piano di tagli, concepito e redatto da Edward Mani di Forbice… che intanto che lo scriveva praticamente lo stava anche sminuzzando come in un tritadocumenti. Fatto sta che ormai il piano industriale della Corporation viene citato nei testi di pseudoarchaeology assieme ai continenti perduti di Atlantide, Mu e Lemuria. Confidenzialmente è “il piano che non c’è“, scritto sull’isola che non c’è, con inchiostro che non c’era e che, se mai ci fosse stato, si sarebbe trattato di inchiostro simpatico. Rinnoviamo comunque l’invito all’azienda a presentarci il piano, specificando che per “piano industriale” intendiamo qualcosa di più di una lista di persone… Se possibile scritto con una densità della parola “globale” inferiore alle due occorrenze per riga. Sì perché il neppure tanto nuovo mantra della Corporation è il concetto di globalità. Il che è indubbiamente una figata: in pratica è una roba tipo “tana libera tutti“. Facciamo un esempio concreto: nella nostra proposta di piano industriale, con tutti i limiti del caso, si trattavano aspetti ragionevoli tipo profittabilità, analisi di rischio e soprattutto ottimizzazioni di processi che avrebbero potuto migliorare sensibilmente la competitività della sede di Sala Baganza. Risposta della Corporation (con evidente sufficienza): “stiamo già attuando misure di questo tipo, non su scala locale ma su scala globale“.  Tanto per cominciare ringraziamo la Corporation per la sincerità contenuta soprattutto nelle parole “… non su scala locale” perché effettivamente in loco di cose del genere s’è visto sempre pochino, comunque meno del possibile. Detto questo, quando ho saputo tale cosa mi si è aperto un mondo e ho applicato il concetto di “global” al quotidiano ricavandone immensi successi. Tanto per cominciare ci ho sistemato quel nazista del mio medico che voleva controllare a che punto ero con la mia dieta. E’ arrivato a casa mia e pesandomi mi ha trovato ingrassato di diciotto chili e tre etti. Stava per rimproverarmi severamente quando l’ho sorpreso col concetto di “global”. Ho sostenuto che stavo facendo la dieta non su scala locale bensì su scala globale. Siccome non sono un cazzaro gli ho anche fornito le prove portandolo in visita alla clinica del Prof. Birkenmaier dove ho fatto rinchiudere (ehm, ricoverare) tutto il mio parentado (sei persone in tutto) ottenendone un dimagrimento medio di dodici chilogrammi pro-capite. Pertanto, in definitiva su scala globale la mia dieta mi aveva portato a un innegabile dimagrimento medio di quasi otto chili. Certo, mi ritrovo con un colesterolo che sembra la distanza Terra-Luna espressa in millimetri, ma non ho dubbi che valutandola globalmente, anche questa cifra vada a posto visto che i miei sei parenti sono abbondantemente sotto la soglia di denutrizione. Quindi, cari amici, sappiate che quando qualcuno vi romperà l’anima su qualcosa potrete sempre rispondergli “lo sto facendo su scala globale” il che può voler dire “qualcun altro da qualche altra parte lo sta facendo” oppure “non fissarti sulle cazzate che faccio io, ci sono pure persone che vincono i Nobel” o anche “da qualche parte le cose non vanno proprio completamente di merda”. In definitiva “global” è la panacea di tutti i mali contro ficcanasi e saputelli.
Ma sto perdendo troppo tempo, vorrete sapere qual è stato l’esito dell’incontro. E io invece vi tengo sulle spine e mi prendo la libertà di aprire un’altra parentesi. Lunedì 12 hanno fatto il loro esordio in ditta alcune (4? 5?) guardie giurate armate a presidiare le proprietà aziendali. Per la cronaca i più gravi episodi di inciviltà durante lo sciopero sono stati alcuni cori di scherno nei confronti di qualche dirigente (chiaramente nulla di cui andar fieri ma effettivamente nessuno è perfetto) e l’accidentale caduta di qualche pelle di salame all’interno delle proprietà aziendali. Tanto è bastato però per pagare un’agenzia specializzata in modo da far sorvegliare 24 ore su 24 la sede da almeno quattro guardie armate. Siamo più protetti dell’Ipercoop che ha un viavai di persone  e un flusso di denaro incommensurabilmente superiore del nostro. I conti non li conosciamo però se ipoteticamente venisse mantenuta tale vigilanza per due mesi e mezzo sarebbe difficile scendere molto sotto i centomila euro… Faccio finta di non pensare  alle tante attività e ai tanti progetti fermati per molto meno e vi confesso che vedendo queste guardie armate chiunque di noi dubitava fortemente che fossero state prese per evitare che il 14 travolgessimo il management per abbracciarlo tutti assieme perché la Corporation aveva ritirato il piano industriale. E infatti non l’ha ritirato. Anzi, ha riaperto la procedura di mobilità tale e quale a quant’era prima per le stesse 45 persone. Al tavolo della trattativa sono state poste domande legittime sulle intenzioni della Corporation. A esplicite domande “a quanto ammontano gli investimenti sui reparti mantenuti operativi che avete dichiarato?” e “potete garantirci il mantenimento dell’occupazione per i lavoratori restanti da qui a due anni almeno?” sono state fornite le rispettive risposte “dipende da come va il mercato” e “Signor >NOME< lei può sapere cosa starà facendo tra due anni?” Certo, qualunque dirigente con alle spalle convinzioni forti e strategie ponderate avrebbe risposto rispettivamente “investiremo x soldi in y anni” e “l’azienda prevede di mantenere occupate dalle x alle y persone per i prossimi z anni“. Però la stanchezza si fa sicuramente sentire anche per loro quindi abbiamo imputato queste imbarazzanti risposte a un leggerissimo quanto temporaneo appannamento delle loro capacità intellettive causato dallo stress della trattativa.

Pomeriggio
Nel pomeriggio ci siamo quindi riuniti in assemblea con la metaforica Spada di Damocle amorevolmente riposizionata sulle nostre teste. Esito dell’assemblea, molto sentita e vivace, è stata la prosecuzione della lotta per la difesa dell’occupazione, nella forma di sciopero delegato a oltranza (vista la buona disponibilità di cassa) di produzione e magazzino con presidio permanente ad entrambi i cancelli di accesso (anteriore per persone, posteriore per merci). Era palpabile la delusione per la chiusura ferma e totale della Corporation che metaforicamente ci prendeva a calci in culo quando è avvenuto un colpo di scena. Eravamo raggruppati all’inizio dello stradello posteriore di accesso quando dall’azienda si muovono due macchine. Come nei film americani una si avvicina a una ventina di metri mentre l’altra resta cento metri indietro col motore acceso per intervenire tempestivamente in caso di emergenza. Onorati di tali attenzioni ma un po’ dubbiosi del loro livello di paranoia abbiamo assistito a una delegazione di quattro persone che scendevano dalla prima macchina chiedendo di parlare con il rappresentante della FIOM. Sarò maligno io ma sembrava veramente che questi qua si considerassero dei Conquistadores che volevano parlare con una marmaglia di indios. Auspicavo che offrissero anche a noi specchietti e perline così li avremmo potuti riutilizzare per il nostro mercatino solidale ma così non è stato. L’incontro è durato una ventina di minuti, purtroppo è un po’ mancato il pluralismo nella (inspiegabilmente) nutrita delegazione aziendale visto che, se per i lavoratori parlava chiaramente solo il delegato FIOM, per l’azienda solo l’avvocato che la rappresentava: l’altra signora e i due (presunti) bodyguard presenti erano lì  a non fare niente e a capire ancora meno visto che la conversazione si svolgeva in italiano. Sembrava un po’ il presepe vivente: potevamo considerare l’avvocato alla stregua di S. Giuseppe (il capofamiglia, l’unico che parlava), la signora  come la Madonna e i due bodyguard come il bue e l’asinello. Il freddo e il gelo erano gentile concessione del clima di stagione. Gesù Bambino non presente, presumiamo perché venduto a trafficanti di minori per pagarci il conto dell’Istituto di Vigilanza…
Esito dell’incontro: bisogna fare un altro incontro con l’RSU. Sede dell’incontro: il bar all’angolo. Non sto scherzando e non sono ubriaco. Confermo quanto appena detto.
Ricapitolando: la mattina l’azienda ci sbatte in faccia la nuova apertura della procedura di mobilità con fare sprezzante; nessuno sconto, nessun ripensamento, nessuna variazione. Verso sera l’azienda pensa che forse, uhm, sarebbe meglio parlare un pochino di determinate cose, anche al bar all’angolo per non perdere tempo.
Esito dell’incontro al bar all’angolo: la Corporation, a fronte di un ammorbidimento delle nostre iniziative di sciopero, offre la possibilità di mantenere a Sala Baganza le linee di sicurezza. Poca roba, ma insomma si tratta: possono anche essere delle grandi  multinazionali e dei supermanager (lo sono) ma le trattative le portano avanti anche loro come i vu’ cumprà  sulla spiaggia. Ci aspetterà quindi probabilmente una stagione di offerte e controfferte in cui anche elementi apparentemente insignificanti quali la presenza o meno sul piatto della figurina di Pizzaballa potranno affossare o far decollare la trattativa.

Sera
E’ troppo per me… troppa tensione, troppi colpi di scena, troppi pistoleri americani dal grilletto facile in crisi d’astinenza dalla caccia al bisonte… torno a casa spremuto come un limone e accendo la televisione. Ottimo, l’Italia sta perdendo 2-0 in casa con Cipro. Cambio canale furiosamente fino a che non trovo su una rete locale un programma culturale che non conoscevo. S’intitola “Chiedilo a Santi LicheriRisposte a domande di dirigenti che non sanno che pesci pigliare“. Il programma è molto affascinante nella sua semplicità: un attempato giudice risponde a domande di un dirigente d’azienda pieno di dubbi su cosa è lecito fare in determinate circostanze. Riporto qui di seguito le battute significative tra il Dirigente (D) e il Giudice (G).

santi licheri

D: Nella mia azienda una combriccola di maledetti comunisti ha proclamato uno sciopero generale che mi sta facendo diventare matto, posso offrire ad alcuni lavoratori 2000€ in caso ritornino al lavoro?
G: No, trattasi di palese attività antisindacale. Qualora questa cosa potesse essere provata davanti a un giudice l’azienda verrebbe sicuramente condannata, a meno che non si dissoci dall’operato del suo dipendente ad esempio licenziandolo.
D: Posso sostituire quella banda di manigoldi fannulloni di produzione e magazzino in sciopero da più di un mese con lavoratori interinali?
G: Assolutamente no, la legge italiana vieta categoricamente di sostituire lavoratori in sciopero anche e soprattutto con personale interinale. Azioni di questo tipo sono chiare attività antisindacali pertanto perseguibili.
D: Una marmaglia di lavoratori in sciopero si è ammassata contro i cancelli di accesso delle merci di fatto ostacolando l’ingresso dei camion in azienda. Posso chiamare i Carabinieri per liberare l’accesso?
G: Certamente, però nel caso in cui i lavoratori si sdraiassero o sedessero per terra i Carabinieri non potrebbero portare via le persone contro la propria volontà.
D: Facciamo così, all’interno dell’azienda ho assoldato un cospicuo numero di guardie private armate. Visto che non fanno un cazzo tutto il giorno posso chiedere loro di spazzar via quei subumani che si ammassano ai cancelli?
G: Tanto per cominciare la invito a moderare i termini. Comunque la risposta è no, le guardie private armate non possono svolgere operazioni di ordine pubblico al di fuori del perimetro aziendale. Tali operazioni sono sempre deputate ad agenti di Pubblica Sicurezza.
D: Posso allora far uscire dei bodyguard Americani della Corporation per fotografare quegli esseri spregevoli in sciopero, intimidirli e mettergli un po’ di pepe al culo?
G: Noto con dispiacere che non ha colto il mio invito a moderare i termini. La avviso che la prossima volta scatterà l’oltraggio alla Corte. Comunque, tornando alla sua domanda la risposta è ‘no’ in quanto tali azioni costituiscono un’intimidazione che potrebbe essere interpretata come attività antisindacale e una violazione della privacy. Pittosto, fossi in lei mi preoccuperei che le sue guardie del corpo americane fossero in regola col porto d’armi: capirà… non è facile essere un extracomunitario in Italia, detenere un’arma da fuoco ed essere completamente in regola.
D: Accidenti. Tornando alle guardie private che proteggono le proprietà aziendali da quei vermi di scioperanti, posso far loro chiedere i documenti e perquisire i sospetti all’interno del perimetro aziendale?
G: Assolutamente no, la richiesta di esibizione di un documento e la perquisizione sono attività di competenza delle sole forze di PS.
D: Neanche una piccola perquisizioncina rettale?
G: Vuole che la condanni per molestie sessuali?
D: Vostro Onore era una battuta…
G: Si astenga dal fare lo spiritoso che non c’è nulla da ridere.
D: Certamente, Vostro Onore. Tornando al problema dell’accesso delle merci ai cancelli, posso almeno denunciare quegli ammorbanti esseri che con la loro presenza fisica ostacolano l’accesso?
G: Certamente. La Legge Italiana la tutela completamente. Ritengo comunque importante informarla che, visti i tempi della Giustizia, il processo scatterebbe tra circa sei-sette anni. Nel caso in cui il reato non venga nel frattempo indultato, depenalizzato e prescritto, solitamente il giudice prende la propria decisione sulla base “dello stato d’animo al momento”. Essendoci pertanto in corso una procedura di mobilità durante lo svolgimento dei fatti è più che probabile che venga data ragione ai lavoratori in sciopero.
D: Cambiando argomento, posso far rilassare le mie guardie del corpo americane organizzando per loro una battuta di caccia al bisonte? Capisce, ormai sentono nostalgia delle loro sane abitudini di casa…
G: Purtroppo il Bisonte Europeo (Bison Bonasus) è estinto in Italia fin dall’Alto Medioevo e sopravvive in Europa solo in ridottissime aree, la più famosa delle quali è probabilmente la foresta polacca di Bialowieza. Prima che organizzi una spedizione in Polonia (pagata presumibilmente con carta di credito aziendale) la informo che la specie è considerata vulnerabile (critically endangered). Convenzione di Berna, appendice III. IUCN, lista rossa
D: Posso almeno chiamare la Celere per far sgombrare quei ributtanti parassiti sociali che mi intasano l’accesso ai cancelli?
G: E’ assolutamente un suo diritto. Devo però informarla che, in assenza di gravi motivi di ordine pubblico, come mi pare essere il suo caso, la Celere interverrà, previa approvazione della richiesta, non prima di quindici giorni.
D: Posso almeno sparare a quegli orripilanti ominidi di scioperanti?
G: Certamente, però solo nella Repubblica Popolare Cinese e comunque senza pubblicizzarlo troppo.
D: Mmmh, e se trasferissi l’attività in Cina?
G: Queste sono sue valutazioni
D: Un’ultima cosa: posso denunciare quegli idioti violentatori della lingua italiana che mi turlupinano e mentono spudoratamente sulla vicenda nel loro ridicolo Blog?
G: Assolutamente sì, ed è quasi certo che per l’occasione possa venire ripristinata la pena di morte da comminare ai rei. Così è deciso, la seduta è sciolta.

Fine del programma, maledetto vecchiaccio che istruisce i dirigenti tagliatori di teste e gli impedisce di fare errori! Rimetto sdegnato sulla partita dell’Italia. E’ appena finita; Gilardino ha pasteggiato con gli spinaci di Braccio di Ferro e ha tracannato la pozione di Asterix: tre gol! Italia 3 – Cipro 2! Evvai abbiamo spezzato le reni a Cipro! Queste sì che sono soddisfazioni!

DO

D+32, Lunedì 12 Ottobre: Diario

 

 

 

 

 

 

 

 

Senza parole.

Senza parole.

 

 

 

 

 

Senza parole.

Senza parole.


D+25, Lunedì 5 Ottobre: Diario

Dunque è un po’ che non ci si sente e di acqua sotto i ponti ne è passata: la ditta ha ricevuto il nostro piano industriale alternativo e noi come gesto di apertura abbiamo sospeso lo sciopero generale per passare ad uno sciopero delegato di produzione e magazzini a giorni alterni. Funziona così: un giorno sì e uno no questi reparti incrociano le braccia. Gli altri lavorano. Il giorno del pagamento della busta paga del mese successivo questi reparti versano una quota di soldi nella cassa di resistenza (che grazie alla solidarietà di tantissime persone, enti, partiti e alle nostre iniziative assomiglia sempre di più alla Banca Vaticana tanto è pingue). La quota è calcolata di fatto in percentuale sul reddito netto (dettagli ulteriori non mi sembra il caso di darne) e il 15 di ogni mese agli scioperanti viene redistribuita una somma uguale per tutti in modo da contenere quanto più possibile la perdita economica causata dai giorni di sciopero. Fantastico! Siamo praticamente molto prossimi all’autosostentamento senza considerare le iniziative intraprese per raccogliere fondi. Tra queste brilla sicuramente la tortellata solidale fatta ieri.
Non uso giri di parole: un successo immenso, grazie al Sindaco di Sala che ha dato la disponibilità, all’ARCI che ci ha fornito strutture e rezdore per i tortelli e al tempo che ha tenuto ottimamente. A fine giornata è stato contato un buonissimo numero di coperti, per un fatturato nettamente al di sopra delle aspettative. Ci tengo a precisare che non sto esagerando per far apparire la nostra situazione migliore di quello che è. Non sono, per intenderci, come il Ministro della Cultura di Saddam Hussein che dichiarava che stavano vincendo la guerra mentre aveva i carri armati americani in centro a Baghdad.. Non so se la nostra guerra la vinceremo, però la solidarietà e lo spirito di cooperazione che mostriamo giorno dopo giorno sono ammirevoli.
Nel frattempo cosa sta facendo la Corporation? Boh, nessuno lo sa con esattezza. Il primo Ottobre doveva esserci un incontro con i nostri rappresentati sindacali: posticipato al 14 su richiesta dell’azienda. Ci chiediamo come mai: segno di serietà? (5%) vogliono prenderci per fame? (40%) stanno preparandosi per buttarci tutti a mare? (30%) è in atto un regolamento di conti tra di loro? (5%) stanno studiando una loro exit strategy? (10%) altre cose ancora? (il restante 10%). Per il resto quasi tutto tace. La Corporation ha provato a giocare sporco allungando il contratto ad alcuni interinali chiedendo esplicitamente loro di non scioperare e ventilando la possibilità di un posto se avessero collaborato e se ne fossero stati buonini. Chiara attività antisindacale anche abbastanza goffa nella sua attuazione. Comunque la Corporation quanto ad accortezza nell’intraprendere attività antisindacali sta sensibilmente migliorando. Indimenticabile l’esordio tragicomico con una mail (ripeto: una comunicazione scritta !?!) in cui venivano di fatto offerti ai commerciali 2000€ al raggiungimento di determinati obiettivi (trad: gli davano il grano se tornavano a lavorare). Per la cronaca se tale mail (in nostro possesso) andasse a un giudice la ditta verrebbe certamente condannata. Comunque fantastico che si permettano di mettere per iscritto cose che molte persone riterrebbero inopportune da dire anche al telefono: sono ignari di tutte le norme anche quelle più basilari  o si ritengono così tanto inattaccabili? Ai posteri l’ardua sentenza… e alla Consulta la sentenza sulla costituzionalità del Lodo Alfano.
Ma indubbiamente la mossa più significativa della ditta è stata l’assunzione di un responsabile della sicurezza straniero (inglese? americano?) per far fronte alla supposta emergenza. Subito da noi ribattezzato “Sceriffo” è un personaggio un po’ Signor Wolf (“risolvo problemi”, quello di Pulp Fiction), un po’ Walker Texas Ranger, un  po’  Bertolaso (“emergenza! accorro!”), un po’ Colonnello Mathieu (quello del film “La battaglia di Algeri”)  ma indubbiamente anche un po’ Totò-truffa. Sì perché sicuramente questo qua avrà anche un curriculum che al suo confronto Chuck Norris è un obiettore di coscienza, ma sta rubando lo stipendio ai suoi datori di lavoro. Li sta truffando, prendendo per i fondelli. Le sue attività principali sono consistite nel controllare che le telecamere  fossero ben posizionate, nel gironzolare per il cortile, e nell’uscire in missione per fotografare il perimetro della ditta e noi scioperanti col nostro presidio. Roba che neanche gli americani in Afghanistan per prendere Tora Bora… Tra l’altro si è pure mimetizzato, sfortunatamente come una pantera nera in Groenlandia: è stato cappellato subito dai presidianti mentre scattava foto neanche fosse Fabrizio Corona.
Dopo queste operazioni di intelligence lo Sceriffo è passato decisamente all’azione. Primo provvedimento: ha fatto cambiare tutte le serrature dell’azienda. 7000€ (e ‘sti cazzi!) la spesa. Poi ha deliberato misure draconiane per gli utilizzatori dei muletti: dovranno essere registrati mentre ricevono le chiavi dei muletti e dovranno riconsegnarle alla fine del lavoro. Indubbiamente la nostra strategia di protesta si basava grandemente sull’organizzazione di una divisione corazzata, roba da far invidia all’Afrika Korp di Rommel: mezzo d’assalto principe sarebbe stato proprio il muletto del magazzino. A malincuore abbiamo riconosciuto il superiore intuito militare dello Sceriffo e abbandonato i nostri propositi bellicosi: continueremo a combattere non coi muletti corazzati, non con armi, neanche con i giaroni del Baganza, ma con la forza della verità e delle idee contro le menzogne, i giochini di potere sulla pelle dei lavoratori e il pressappochismo della Corporation.
Dopo questo provvedimento lo Sceriffo ha iniziato a stanare uno per uno i cospiratori. Il primo a finire nelle sue grinfie è stato però l’ottimo responsabile dei Servizi Generali, peraltro l’unico che in regime di sciopero lavorarava indefesso con tanto di straordinari. Non conosciamo con precisione i capi d’imputazione (pare si sia prestato a portare una macchina di un collega dal gommista…) però fatto sta che la legge è uguale per tutti (anche se gli avvocati di Berlusconi giustamente fanno notare che non è uguale per tutti la sua applicazione) ed il reo è stato esposto al pubblico ludibrio.
Bilancio dei primi giorni dello Sceriffo: si è visto un po’ di filmati di telecamere, ha passeggiato nel parcheggio della ditta, ha fatto alcune foto agli scioperanti che poteva benissimo trovare su questo blog, su facebook e altrove (tra l’altro facendosi scoprire), ha fatto spendere circa 7000€ alla ditta per cambiare le serrature (va beh che “chi più spende meno spende” e che i ferramenta con l’insegna “Qui chiavi subito” sono allettanti ma il tutto sembra un pochino esagerato), ha sventato sul nascere un complotto basato sull’uso congiunto dei muletti e… ha cappellato quello che in regime di sciopero ha lavorato più di tutti. Siccome riteniamo che abbia percepito alcune migliaia di euro per fare tutto ciò è diventato subito il nostro idolo: riuscissimo noi a rubare lo stipendio come fa quel tipo qua!!!
Comunque nessuno vuole sottovalutarlo, e scavando nel suo passato sono emersi fatti inquietanti e dicerie, voci incontrollate che non ci fanno dormire la notte e che qui elenco in ordine sparso. Si dice che:

  • Quando arriva lo Sceriffo gli scioperanti chiedono una riduzione del salario a fronte di un raddoppio delle ore lavorative.
  • Una notte, durante un temporale, lo Sceriffo è stato colpito da un fulmine. Il fulmine è morto sul colpo.
  • Lo Sceriffo non dorme. Aspetta.
  • Lo Sceriffo una volta uccise uno scioperante semplicemente puntandogli il dito contro e dicendo “BANG!”
  • Quando arriva lo Sceriffo le RSU si estinguono come i mammuth.
  • Lo Sceriffo è stato capace di vincere una partita a scacchi anche dopo che gli avevano mangiato il re.
  • Quando arriva lo Sceriffo i segretari della FIOM mandano i loro curricula all’Unione Industriali.
  • Tra i gadget del coltellino svizzero dello Sceriffo c’è Mac Gyver.
  • Lo Sceriffo ha cambiato le serrature anche alle porte di Moria.
  • Quando l’uomo nero va a dormire,ogni notte controlla il suo armadio per vedere se c’è lo Sceriffo
  • Lo Sceriffo può circondare un nutrito gruppo di scioperanti. Da solo.
  • Quando lo Sceriffo fa le flessioni, non alza se stesso, abbassa la Terra
  • Quando arriva lo Sceriffo le procedure di mobilità vengono quotate in borsa e segnano un incremento del +999%
  • I fermenti lattici dello yogurt dello Sceriffo sono tutti morti.
  • Quando lo Sceriffo fotografa gli scioperanti accorrono per mettersi in posa anche lo Yeti e il mostro di Loch Ness.
  • Lo Sceriffo può superare il Tonno Insuperabile. A destra.
  • Quando arriva lo Sceriffo non ci sono più lavoratori in mobilità ma solo lavoratori che si licenziano di corsa lasciando anche lì il TFR a parziale indennizzo del disturbo arrecato.
  • Lo Sceriffo ha perso la verginità prima di suo padre.
  • Il diritto allo sciopero diventa automaticamente obbligo di straordinari non pagati entro cento miglia da dove si trova in quel momento lo Sceriffo.
  • Lo Sceriffo non porta l’orologio. Decide lui che ora è.
  • Lo Sceriffo ha chiesto un AXONE 3 Mobile di Texa a SPX-Italia… e gliel’hanno dato.
  • Tempo fa lo Sceriffo diede una sberla così forte a Cassius Clay che gli fece cambiare nome e religione.
  • Lo Sceriffo ha creato ad uso dei licenziati un milione di posti di lavoro. Tutti come becchini.
  • Lo Sceriffo può tornare indietro nel tempo per cambiare l’esito delle elezioni delle RSU e far eleggere ovunque Emma Marcegaglia, Luca Cordero di Montezemolo e Cesare Romiti come rappresentanti dei lavoratori.
  • Quando lo Sceriffo arresta uno scioperante gli concede una telefonata… per avvertire a casa che stanotte dorme in obitorio.

E con queste inquietanti voci vi saluto!

DO

D+7, Lunedì 17 settembre: Diario

Mattinata

Ore 8:00 assemblea. In realtà bisognerebbe esser lì alle 7:30 ma porca l’oca, vi sembrerà strano, ma sono talmente tarato sull’orario di lavoro che arrivo sul filo di lana alle 8:00:59 come se dovessi timbrare l’ingresso. Lo sciopero non ha neanche il vantaggio di poter andare e venire quando ti gira, se lo fai seriamente… Comunque, dopo la doverosa ovazione al fornaio che ci porta pane+focaccia+pizza per l’ennesima volta, in assemblea si parla della lettera di presunta apertura della ditta al confronto. Emerge una volta ancora che ci sono un paio di punti messi ad arte per fregarci: in estrema sintesi la ditta sospenderebbe a tempo indeterminato la procedura di mobilità restando disponibile a discutere però solo di questa procedura. Ora, se la procedura restasse sospesa non avrebbe senso discuterne (e ne saremmo ben felici), se la procedura riprendesse noi non vorremmo certo discuterla/modificarla/limarla/rifinirla/ricopiarla in bella… VORREMMO CANCELLARLA DALLA FACCIA DELLA TERRAAAAAA!!!!!!!! Spero sia chiaro che il nostro punto di vista è che questo piano industriale “non s’ha da fare, né ora, né mai”. In pratica in questa lettera scritta in stile azzeccagarbugli non ci casca nessuno ed è solo la mancanza di una stampante a portata di mano che ci impedisce di stamparla e di farne un uso improprio che vi lascio immaginare…

L’assemblea è comunque interlocutoria, si ribadisce il fatto che dobbiamo essere uniti, che dobbiamo reggere un minuto in più della Corporation, che la vertenza sarà lunga, che i distributori hanno un diavolo per capello perché sono stati tenuti all’oscuro di tutto, che persone che non hanno partecipato allo sciopero non sono gradite a meno che non spieghino il loro punto di vista, che lo sciopero delegato è una buona strategia per proseguire la protesta etc etc etc.

Nel frattempo piove che Dio la manda… o meglio, forse il Padreterno è estraneo alla vicenda visto che le previsioni mettevano bello… che sia stata la Corporation a far piovere bombardando le nuvole? Rifletto e ricordo che i Cinesi l’hanno fatto per far scaricare le nuvole prima della cerimonia di apertura delle Olimpiadi usando lo ioduro di argento. Argento? Mmhh troppo caro per SPX, avranno usato forse ioduro di stronzio che secondo me fanno meno fatica a reperirlo. Però l’effetto è quello di una pioggia monsonica e rovina almeno in parte il comizio della FIOM relativo alla presentazione della piattaforma per il contratto nazionale. Riesco a carpire poco più di una frase da un oratore extracomunitario che ci illumina con un detto africano “se il mio vicino sta male io non posso dormire la notte”. Forse è proprio questa frase il simbolo della nostra solidarietà tra reparti.

Si trattengono due iscritti a Rifondazione Comunista che ascoltano attentamente le nostre ragioni, fanno domande, prendono appunti e chiedono cosa vorremmo noi dal loro partito per supportarci. Siamo un po’ dei fiumi in piena e riempiono pagine e pagine di nostre indicazioni.

Pomeriggio

Una nostra delegazione va alla sede della CGIL per indire una conferenza stampa. Nell’attesa di sapere com’è andata al presidio non succede un’emerita cippa di niente. Nada!

Appena ritorna la delegazione apprendiamo che la conferenza stampa è andata via liscia, che erano presenti giornalisti di Polis, Informazione, Gazzetta di Parma, Parma.Repubblica (se non ho capito male).

Da lì in avanti continua a non succedere ancora un’emerita cippa e alle 17 sto per andare a casa visto che ho due o tre stupidaggini da scrivere nel blog (una è quella che state leggendo) quando accade un colpo di teatro… Arriva una mail su un Blackberry in cui l’Amministratore Delegato di SPX Italia sostiene che le parti criticate della loro lettera di apertura sono state oggetto di un nostro fraintendimento (ipse dixit). Ribadisce che la ditta è disponibile a una sospensione a tempo indeterminato della procedura di mobilità al fine di intraprendere un dialogo franco e aperto sul futuro di SPX Italia e sul piano industriale.

Prima reazione: ma una NOTIZIA BOMBA del genere ce la mandano alle cinque di sera quando non riusciamo materialmente a contattare tutti per discuterla? Convochiamo quindi l’assemblea alle 7:30 di domani al presidio e intendiamo discutere della sospensione di parte delle nostre iniziative di lotta da dare giustamente in cambio alla sospensione dell’azienda.

Mando un fantastiliardo di SMS per avvisare gli assenti e torno a casa tirando un micro-sospiro di sollievo. E un po’ ci spero che si risolva tutto…

Sera

Dopo quattro giorni di attuazione della delocalizzazione dell’armadio in cucina (preannunciata nel post D+3) sono ormai pronto a fare un primo bilancio. Tanto per cominciare sono brillantemente riuscito, senza falsa modestia, a cogliere un altro aspetto del piano industriale: l’armadio in cucina, per essere profittevole dovrà essere centralizzato. Pertanto ho iniziato ad accorpare in cucina sia il contenuto del mio armadio che quello di mia mamma. Un po’ la compatisco perché in quanto persona poco propensa alla modernità non ha subito colto la genialità del piano e i vantaggi che ne potrà trarre, opponendo incomprensibili obiezioni. Ho brillantemente dissipato ogni suo dubbio in un colloquio che ho voluto chiamare “communication time” per darmi un certo tono, dicendole in estrema sintesi che non capisce un cazzo , che ormai ho deciso, che ho valutato tutte le possibili combinazioni mobilio-stanze e che deve smetterla di essere legata a un modello di stoccaggio del vestiario orientato al passato e “poco globale”. Ovviamente intanto che c’ero mi sono bullato di aver fatto l’università e aver conseguito la laurea. Ho considerato la sua prima replica “se eri così bravo non ti mantenevo  sette anni invece dei cinque canonici” un inaccettabile attacco alla mia persona e il suo secondo commento “veh, nànò che non ci vuol mica un cavallo per parlare d’ippica” una conferma della sua mentalità antiquata come suggerisce l’uso dell’idioma dialettale e il riferimento ad un mezzo di locomozione così vetusto come il cavallo. E ho proseguito tronfio per la mia strada.

Siccome non c’era tempo da perdere ho smontato e rimontato l’armadio in cucina, certo adesso è diventata un po’ strettina e può mangiare o cucinare una sola persona alla volta però di contro ho molto più spazio in camera mia, a disposizione per soluzioni di arredamento che ora non mi vengono in mente. Visto che è diventata molto più grande delle mie esigenze potrei addirittura affittarla e dormire sul divano in sala in modo da tirar su qualche soldino, ma questo è da valutarsi. Nel frattempo che pensavo queste cose rimettevo i miei vestiti nell’armadio in cucina, a dire il vero visto che avevo già costretto mia mamma a trasferire i suoi li ho dovuti pressare a forza e si sono un po’ spiegazzati ma credo sia un prezzo accettabile da pagare. A tarda notte avevo già finito ed ero pronto per sperimentare gli innumerevoli vantaggi la mattina dopo.

Al risveglio, accorgendomi di essere come al solito in ritardo, mi sono catapultato fuori dal letto verso la cucina per vestirmi. Nella foga ho purtroppo urtato violentemente un mobiletto col mignolino del piede sinistro fratturandomelo e facendo cadere ed andare in mille pezzi il vaso Ming che vi era appoggiato sopra. E’ sicuramente colpa del fatto che non avevo ancora messo le lenti a contatto e, non vedendo una mazza, sono incorso in questo increscioso episodio. Devo ricordarmi di perfezionare il piano redigendo una procedura di qualità per la vestizione mattutina che preveda che io prima vada in bagno a mettermi le lenti a contatto e solo dopo vada in cucina a vestirmi. Siccome voglio evitare di correre come un pazzo seminudo per casa dovrò anche anticipare la sveglia di un quarto d’ora. Giunto in cucina non riesco ad entrare perché mia mamma è già sveglia da un pezzo e, dopo essersi vestita ed aver fatto colazione, sta preparando un frittatone di cipolle. La faccio uscire in fretta e furia perché in due non ci si sta ormai più ed entro io per vestirmi. Devo ricordarmi anche di inserire nella procedura di vestizione degli orari rigidissimi in modo che le esigenze di vestizione e di cucina non collidano tra loro. Mi vesto afferrando la prima cosa che capita che, malauguratamente è tutta spiegazzata visto che è stata compressa a forza nell’armadio. Per la cronaca mi sembra anche più stretta del solito, sarà sicuramente colpa di quell’inetta di mia mamma che avrà sbagliato un lavaggio. Evito di dirgliene quattro perché sono in ritardo, anche perché nel frattempo ho dimenticato di spegnere il fornello, si è bruciata la frittata di cipolle e alcuni vestiti hanno preso fuoco scatenando un principio d’incendio fortunatamente domato. Il risultato è che oltre a puzzare di cipolle adesso puzzo anche di fumo. Prendo un appunto sugli ingredienti culinari da evitare da ora in avanti sottolineando due volte la cipolla e diciassette volte l’aglio (e che non si dica che non sono previdente!). Esco spiegazzato e maleodorante e mentre sto per giungere a destinazione mi accorgo di essermi messo una camicetta di mia mamma. Evidentemente bisogna migliorare la suddivisione dei vestiti e ne prendo nota. Sono dunque costretto ad invertire il senso di marcia e a tornare a casa. Pesto un po’ sull’acceleratore per recuperare il tempo perduto quando mi squilla il telefonino. E’ Don Nazareno, il Parroco. Rispondo infischiandomene del codice della strada e apprendo che evidentemente anche mia mamma è incappata in un errore analogo. E’ infatti andata in Parrocchia con una delle mie magliette, una un po’ moderna… di quelle coi crocefissi ribaltati e le scritte metal-splatter-genocidioidi. Don Nazareno chiede il mio consenso per sottoporre ad esorcismo mia mamma in quanto chiaramente posseduta dal demonio visto anche l’odore di cipolla e simil-zolfo che emana pure lei. Ritenendo più probabile che le mie disavventure siano colpa del malocchio (dev’essere stato quello del piano di sopra) piuttosto che di qualche falla nel mio piano do’ il consenso senza esitare. Riattacco e in quel momento si accende un lampeggiante blu dietro di me. La Polizia mi fa accostare, mi contesta un eccesso di velocità e una guida con telefono cellulare in mano togliendomi 15 punti dalla patente. Quando scendo notano anche che indosso una camicetta da donna. Uno dei due si insospettisce, esegue un ulteriore controllo e, notando una lieve somiglianza con un noto transessuale, mi porta in questura per accertamenti. Per farmi confessare qualcosa che non ho ben capito mi danno un sacco di mazzate. Poi miracolosamente mi lasciano andare a casa con una busta con su scritto “FINOCCHIO” (uhm mi ricorda qualcosa). Torno a casa un po’ pesto, spero che mia mamma mi prepari qualche impacco ma non la trovo. C’è solo un bigliettino che dice che d’ora in avanti farà sciopero delle attività culinarie, delle pulizie e della stiratura. Impreco ad alta voce, possibile che certa gente si ostini così tanto a non abbracciare la modernità? Ci devono essere comunque sotto i sindacati delle casalinghe che la fomentano, è l’unica spiegazione logica (anche perché non posso più ritenere plausibile la spiegazione della possessione demoniaca visto che l’esorcismo è stato effettuato).

Traggo un primo bilancio: dopo un giorno, tralasciando la faticaccia per spostare armadio e vestiario in cucina, mi sono fratturato un mignolo, ho frantumato un vaso cinese di inestimabile valore, ho bruciato alcuni capi di vestiario oltre alla frittata di cipolle, sono uscito spiegazzato e maleodorante con una camicetta da donna, ho fatto esorcizzare mia mamma (questo è indubbiamente un highlight di cui andar fiero), ho perso 15 punti della patente, preso due multe per un totale di 513€, sono stato scambiato per un transessuale e gonfiato come una zampogna dai poliziotti e mia mamma se ne è andata di casa. I successivi tre giorni li ho passati a cucinare, lavare e stirare con risultati modesti perché mia mamma non mi aveva ancora passato il suo know how. A dirla tutta i miei tentativi culinari mi hanno costretto a una lavanda gastrica e mentre stiravo ho incenerito il completo di Armani che volevo indossare. Per rientrare un po’ delle spese sostenute (leggerissimamente superiori a quanto previsto) sono stato effettivamente costretto ad affittare camera mia a tale Natascha, persona squisita, moderna, che giustamente in camera necessita solo del letto e non dell’armadio. Certo, avessi saputo che cambiava fidanzato ogni ora ci avrei pensato su due volte ma ormai il contratto è firmato e io dormo come previsto sul divano in sala. Detto questo continuo ad essere fiducioso perché ho previsto che il mio piano andrà a regime solo dopo tre anni… certo, se avessi lasciato l’armadio in camera mi sarei potuto vestire senza problemi fin da subito ma non si può più guardare a un modello di stoccaggio del vestiario che appartiene al passato! …o forse sì?!?

DO

D+3, Giovedì 17 settembre: Diario

Mattinata

A differenza di ieri il tempo sembra reggere. Stavolta è importante perché è il giorno del concerto solidale. E’ il quarto giorno di sciopero ad oltranza con presidio permanente in una ditta in cui fino all’anno scorso si faceva fatica a scioperare per quattro ore. Non male, intanto abbiamo già resistito più degli Spartani alle Termopili…

Ci si guarda in faccia spesso e volentieri, c’è compiacimento nel vedere volti di colleghi che non farebbero parte dei tagli ma senza incertezze aderiscono allo sciopero, c’è ammirazione nel vedere altri che pur avendo famiglia spendono al presidio ben più delle canoniche otto ore giornaliere. Guardandoci in faccia l’uno con l’altro ci facciamo coraggio a vicenda. E continuiamo. Anche se ieri è arrivata la sentenza di morte per 45 di noi non è montata tanto la rassegnazione, quanto la rabbia e l’incredulità per come vengono trattate persone che hanno dato anche vent’anni della propria vita professionale al servizio dell’azienda. Sono state definite “esuberi” e secondo la contorta logica dell’azienda vanno messi da parte, abbattuti come i cinghiali quando crescono troppo in numero e mettono a rischio le coltivazioni. Solo che (piccolo particolare) nessuno di noi ha fatto danni, anzi ha contribuito al profitto dell’azienda. Bel ringraziamento.

Qualche gruppetto prova a riflettere ulteriormente sul piano di ristrutturazione presentato dalla Corporation. Ci si domanda quanto disterà il magazzino avente sede ad Hainburg dallo stabilimento produttivo di Pollenfeld. Risposta: circa 300 km. Prevedo traffico pesante su quella strada. Qui a Sala Baganza produzione e magazzino erano separate da una porta e c’era un discreto viavai di gente… che forzatamente dovrà prendere un furgone, più probabilmente un camion per fare la stessa semplice operazione una volta reso esecutivo il piano… che l’obiettivo dei manager SPX sia far fallire il protocollo di Kyoto aumentando le emissioni di anidride carbonica grazie ai suoi camion? Di sicuro l’obiettivo non è quello di tagliare i costi dei trasporti. Però una logica che mi sfugge ci sarà: ho deciso, provo a scoprire qual’è replicandola nel mio piccolo! Da domani scimmiotto il piano SPX e sposto l’armadio dalla mia camera da letto alla cucina. In pratica prima di andare a dormire e appena svegliato vado a scegliere cosa mettermi tre stanze più in là, passo davanti a camera di mia mamma in mutande (quando va bene), passo in sala, cerco di non urtare mobili coi piedi nudi (dolorosissimo!) e arrivo in cucina a scegliere cosa mettermi. A breve vi farò sapere com’è andata.

Comunque questa riorganizzazione mi ricorda qualcosa, devo averlo già visto da qualche parte… mmhh… sì ci sono! In un geniale racconto di Bulgakov, “Cuore di Cane” in cui il professor Filipp Filippovic Preobrazenskij è in perenne conflitto con il Comitato degli Inquilini Proletari, sempre sul punto di toglierli l’uso di qualche stanza della sua grande casa (siamo durante la crisi degli alloggi, quando i proprietari degli appartamenti più grandi venivano costretti con la forza a cederne parte ai cittadini senza dimora).

Pomeriggio

C’è un po’ di tensione tra di noi: iniziano a circolare voci di pressioni della dirigenza sui singoli lavoratori e su interi reparti per farli desistere dallo sciopero. Si teme che qualcuno abbandoni la lotta.  Alcune sono più che semplici voci, altre sono solo equivoci. In realtà siamo semplicemente stupiti di noi stessi, della nostra totale adesione e partecipazione alla causa e ci iniziamo a domandare per quanto tempo ancora riusciremo a tenere duro. Finora siamo stati monolitici, anche se questo sciopero ci costa veramente tanto, però lottare per la propria dignità ed il proprio posto di lavoro non ha prezzo!

Concerto solidale

Sera

E venne l’ora dell’atteso concerto, annunciato da qualche giorno via passaparola e volantinaggio a tappeto. Gli strumenti sono quasi incastrati l’uno sull’altro visto che lo spazio disponibile è ridottissimo. Prima del concerto parla una delegazione del PD, formata dall’Onorevole Motta, dalla Senatrice Soliani e dal Sindaco di Sala Baganza Merusi. Ci fanno sentire il loro sostegno, solidarizzano con la nostra causa, esprimono forti perplessità sul cosidetto piano industriale della Corporation, insistono che il potenziale umano di SPX-Italia (Tecnotest) non va lasciato disperdere e promettono. Promettono di affidarsi allo strumento democratico che si può usare in questi casi, ovvero un’interrogazione parlamentare ai ministri competenti. Ripensiamo a quello che ci hanno appena detto perché ci sembra un traguardo inimmaginabile fino a qualche settimana fa, quando tra di noi andava per la maggiore la convinzione che la multinazionale non si sarebbe fermata davanti a nulla e che comunque noi non avremmo avuto il potere di far cambiare il finale che la Corporation aveva già scritto. Adesso non c’è più fatalismo, oltre alla voglia di difendere la propria dignità da un’ingiustizia, si è forse accesa anche la fiammella della speranza… che ci fa gustare ancora di più il concerto.

Partono i Waldo Jeffers’ Quartet dell’amico Giacomo corso immediatamente a darci solidarietà alla causa. Coi loro testi intriganti e mai banali scaldano subito i presenti (circa 250) . Presenti che possono gustare saporite salsicce grigliate, panini con salame e innaffiare il tutto con vino e birra. Un’offerta per tutto questo ben di Dio non la fa mancare nessuno.

Continuano la serata due ragazzi che fanno rap freestyle. Incredibili! Con il solo microfono uno dei due riesce a ritmare suoni inimmaginabili… mentre l’altro inventa al momento rime su rime componendo dei rap su argomenti scelti dal pubblico, tipo la guerra, i manager (non ne escono bene, credetemi) e le escort, quest’ultimo un argomento che non si sa se viene richiesto a titolo personale o in riferimento alle attività ricreative del Presidente del Consiglio. Chissà… comunque gli amici rappettari se la cavano alla stragrande.

Dulcis in fundo suona la Santa Caos, gruppo che per ovvie ragioni conosciamo più che bene… come al solito suonano alla grande e stavolta c’è anche un risvolto comico. Il frontman chiede al pubblico di applaudire particolarmente il batterista che suona regolarmente nonostante sia dolorante per un taglio sotto un braccio. Battuta scontata dal pubblico “Cavolo hanno tagliato pure lui!” Risate generali, e si esorcizzano un pochino di più i 45 tagli pianificati dalla Corporation.

Dopo la Santa Caos ci pensa il DJ a tener alto l’entusiasmo fino a tarda notte. Si balla, si beve, si fa un po’ gli stupidi e tutto ciò ci fa sentire proprio bene… ma non completamente… manca ancora qualcosa (oltre ovviamente al ritiro del piano industriale…) ovvero una bel pentolone di pasta alle due di notte. Io ho già dato, sono stanco morto ma felice, con un bel sorriso ebete sulla faccia me ne vado a letto… lascio i colleghi a rovistare nella pentola e quelli che dormiranno in roulotte al presidio a prepararsi per la notte.

Vado a letto sapendo che c’è tanta voglia di lottare… e dormo tranquillo perché il presidio resiste.

DO

8133_1246056913602_1294778999_706524_1389935_n

8133_1246057513617_1294778999_706539_5911429_n

8133_1246061713722_1294778999_706580_5613470_n

  1. ottobre 7, 2009 alle 7:25 pm
  2. Mario
    ottobre 16, 2009 alle 9:54 am

    Tristemente spassoso. Forza ragazzi tenete duro!!!

  3. Stellina 105
    ottobre 16, 2009 alle 8:58 pm

    Non riesco più a fermarmi dal ridereeeeeeeeeeeeeeeeee

  4. jeff
    ottobre 19, 2009 alle 7:37 am

    Non vedo l’ora di leggere le prossime puntate. Ne può uscire un bel libro, avanti cosi.

  1. ottobre 6, 2009 alle 9:03 pm
  2. ottobre 16, 2009 alle 1:06 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: